Books

#CoseBelle e #CoseBrutte di Piùlibri Piùliberi

Anche quest’anno si è tenuta a Roma la fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” al Palazzo dei Congressi che si è conclusa ieri.

Potevo non esserci?

In questo post vorrei elencarvi tutto quello che per me di bello c’è stato e quello che invece, proprio non ho potuto sopportare. (poche cose in verità, ma io sono una scassapalle, lo sapete.)

#CoseBelle

– Gli incontri.

Ho potuto dare un volto ed una voce a Giuditta di @Tempoxmelibri, una donna adorabile e scambiare sorrisi e chiacchiere con @rollingturtle davanti al bellissimo stand di Orecchio Acerbo.

Offrire una Galatina ad una  @SignorinaLave stremata ma felice, allo stand di minimum fax.

Cercare il bagno più vicino con @signorinaceppo, bere un drink al book party di minimum fax con @GiulioGDAntona e vergognarmi di avvicinare @tazzinadi.

Incrociare lo sguardo di @NdrCcc sul dancefloor e non riuscire a parlarci.

– I complimenti. Sentirmi dire che sono brava in quello che faccio.

– Girare per la fiera con quattro donne affamate di libri e cultura e nonostante tutto, riuscire a chiacchierare di altro.

– Accarezzare la copertina di un libro che non ha ancora riflesso le luci delle vetrine.

– L’emozione di avere appuntato sulla spalla il tesserino Stampa.

– Comprare tanto di tutto e pensare che sì, più libri ma meno liberi, ché per leggerli tutti dovrei smettere di avere una vita sociale. (praticamente come adesso.)

– Restare incantata a guardare Stefano Bessoni disegnare su una copia di Alice sotto terra, Logos Edizioni 

– Bere il caffè peggiore del mondo.

– Intrattenermi con due signore âgée raccontando della mia tintura di capelli. Appuntare sul loro taccuino l’indirizzo mail al quale scrivere per comprarla.

– Incrociare una signora giapponese che mi chiama “Belli Capelli”.

Luca Pisanu allo stand di Fermento e il suo palloncino musicale.

– Essere invidiata da tutti per la mia bellissima spilletta di Bowie, gentile dono di @CaratteriMobili.

– Beccarsi tutto il freddo del mondo.

– Scoprire che Valerio Mastandrea è naturalmente simpatico.

– Avere la conferma che chi scrive bene non è necessariamente un bravo oratore.

– La gentilezza del personale della fiera.

– Comprare gli ultimi libri mentre gli stand si svuotano a prezzo stracciato.

– Farsi fotografare con Silvia Tessitore di Zona perché entrambe siamo viola.

– Tornare a casa, divorare una pizza gigantesca e non riuscire ad addormentarsi per la troppa adrenalina in circolo.

#CoseBrutte

– La presentazione della graphic novel di Vasco Brondi.

– La banalità di Vasco Brondi.

– Il paragone totalmente inappropriato tra Vasco Brondi e Rimbaud.

– Le macchine fotografiche da milioni di soldi in mano alla “generazione di ragazzi precari, derelitti, senza un futuro” fans di Vasco Brondi.

– I favoriti alla Alessandro Manzoni di Vasco Brondi.

– Vasco Brondi l’ho già detto?

Qui di seguito, potete trovare gli incipit dei libri che ho acquistato, così, per avere uno spunto.

“In attesa di comprare un quaderno nel quale annotare le mie impressioni, prima su Christina Rossetti e poi su Byron, è meglio che io le scriva qui.”

Diario di una scrittrice, Virginia Woolf, minimum fax

“Finalmente stavano arrivando nella terra della normalità: lampioni, auto parcheggiate e siepi.”

Ritratto di famiglia con superpoteri, Steven Amsterdam, Isbn

In via Tiziano Aspetti, scultore

non minore di fine Cinquecento,

da quattro anni lavorano, ormai,

alle corsie per il tram monorotaia.”

Perciò veniamo bene nelle fotografie, Francesco Targhetta, Isbn

“I capelli a spazzola, le palpebre abbassate e una saetta rossa e blu che scendeva geometrica dalla fronte alla guancia destra: fu così che mi apparve per la prima volta.”

L’ultimo dei marziani, Leo Mansueto, Caratteri mobili

“Se una mattina mi risvegliassi povero, per prima cosa mi siederei al tavolo – sempre ammesso che io abbia ancora un tavolo a cui sedermi – per cercare di capire cosa ho perduto, di così fondamentale, da avere questa nuova e assoluta certezza di essere povero.”

10 modi per imparare a essere poveri ma felici, Andrea Pomella, Laurana Editore

“Stamattina mi sono svegliato con un pensiero terribile.”

Non siamo mai abbastanza, Dario De Marco, 66THA2ND

“Quando mia figlia Sulfia mi disse che era incinta, ma non sapeva di chi, feci più attenzione del solito al mio portamento.”

I piatti più piccanti della cucina tatara, Alina Bronsky, Edizioni E/O

“Genitori ricchi abbandonano feste da ricchi il sabato notte.”

Una cosa piccola che sta per esplodere, Paolo Cognetti, minimum fax

“Caro Iskandar,

ne sono successe di cose dal giorno in cui spezzammo il ramo dell’ulivo del vecchio Abu Tannous, dietro Palazzo Tarazi.”

Strange things happen, Stewart Copeland, minimum fax

“Steven Morrisey è nato a Manchester il 22 maggio 1959.”

L’importanza di essere Morrisey, Paul A. Woods, Isbn

“Il 29 novembre 2010, nel mio giro quotidiano fra i siti dei giornali, sul Corriere.it, inciampo in una storia a tinte fosche ambientata in un sobborgo di Siracusa che si chiama Cassibile.”

Il paese dei buoni e dei cattivi, Federica Sgaggio, minimum fax

“Nessuno, a meno che non fosse un idiota, hai mai scritto gratis.”

Pazzi scatenati, usi e abusi dell’editoria, Federico Di Vita, Tic Edizioni

“Poesia, ho tanta paura,

non saltarmi addosso,

ti prego.”

Ci sono notti che non accadono mai, Canto a fumetti per Alda Merini, Silvia Rocchi, Becco Giallo

“Quest’uomo fu scelto dalla storia per farla, non per guardarla da lontano”

Martin Luther King, Ho Che Anderson, Becco Giallo (graphic novel)

“Siamo tutti qui, come ogni domenica.”

I provinciali, Ilaria Giannini, Gaffi editore

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One thought on “#CoseBelle e #CoseBrutte di Piùlibri Piùliberi

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