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I provinciali, Ilaria Giannini, Gaffi editore

Ci sono libri che suonano una musica, quella dei ricordi.Giannini_primacop-218x300

Un ragazzo con un grosso ciuffo che gli nasconde un po’ gli occhi. Impugna una chitarra e guarda lei. Canta: “la senti questa voce/ chi canta è il mio cuore/ amore amore amore è quello che so dire/ ma tu mi capirai”. Gli occhi umidi.
Bozzano, nell’entroterra della Versilia, con le sue colline e i suoi acquitrini, il riflesso del lago di Massaciuccoli a fare da sfondo.
Un uomo e una donna. Si sposeranno, avranno dei figli, lavoreranno, costruiranno la loro casa con mille sacrifici, invecchieranno.

Gli affanni dell’esistenza saranno cancellati dal sorriso dei nipoti, seduti ogni domenica attorno ad una grande tavola. I tordelli al sugo fumanti, le chiacchiere, i battibecchi. La luce del sole che scalda i vetri. Fuori i melograni, la vita di provincia.

Poi la malattia, che toglie le forze a te e ai tuoi cari. Quella che fa salire a galla vecchi compromessi che sembravi aver accettato, che ti fa rivalutare tutto, modificare i pensieri e le azioni. Quella che ti fa stringere la vita forte nei pugni ancora, ancora e ancora.

Quella che i bambini non possono capire, ma non è vero. Quella che speri non toccherà anche te. È la paura di perdere l’amore. Ti fa saltare la scuola e correre fra gli alberi, ti fa baciare la pelle di un altro uomo del quale non ti importa nulla, ti fa mandare all’aria i tuoi studi per tornare indietro, ti fa ricordare quelle persone che avevi messo da parte, come una vecchia maglietta lisa lasciata in un cassetto. I provinciali di Ilaria Giannini è tutto questo. Una scrittura asciutta, misurata, dolce, capace di scuotere ed accarezzare il cuore. Una storia che ti fa guardare con occhi diversi quella sedia rimasta vuota, che ti aiuta a perdonare chi non poteva fare altrimenti.

Ti aiuta a capire che la vita e la morte non sono altro che le facce della stessa medaglia e che devi giocartela bene, questa partita, perché non ce ne sarà un’altra.
Ci sono libri che suonano una musica. Quella che puoi suonare solo tu.

“Da quassù tutto è già finito mentre inizia, mentre niente muta, passato e futuro si rincorrono sulle pareti delle case e trasformano connotati a strade e uomini, colorano il cielo di luci. E le piccole storie di questa provincia finiscono per svanire lievi, soffiate via dalla tramontana che scuote il melograno.”

I provinciali, Ilaria Giannini, Gaffi editore

Puoi leggere questa recensione anche su inutile.

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