Fatti che non volevate sapere ma ve li dico lo stesso

Cadere in amore: oggi vi racconto una storia.

Carissimi miei 3,5 lettori,

voi, appassionati di libri, sempre chini a studiare, intellettuali dell’ultima ora totalmente avulsi alle frivolezze ed al gossip, non mi prendete in giro.

Lo so che vi piace quando vi racconto i fatti miei. Allora ve li dico. Lo sapete, sono caduta in amore anni fa per Compare Alfio (che sì, non è un fidanzato immaginario) e da allora non mi sono più ripresa, anzi; sono addirittura andata a vivere con lui. Oggi vi racconto com’è andata.

ps. Il linguaggio è un po’ particolare. Non temete: conosco l’uso corretto della lingua italiana. Il “libro” è stato concepito appositamente così.

Prendete da bere e da mangiare e godetevi: ” Quando che l’internet ci mette lo zampino” di me medesima.

ca37065e88b911e2947622000a9e138bC’era una volta un bambino che non era mai stato bambino. Si chiamava BrunoAlfiero anche se per tutti era l’Ingegnere che non ingegnera affatto. Andava all’asilo con la ventiquattrore e la cravatta e portava sempre gli occhiali rossi. Aveva dei denti più bellissimi, che tutti gli dicevano: “Madò, fai la plubicità del dentifricio!” e lui rispondeva: “No, a me mi piace di fare il digei!”

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Poi c’era una bambina che ancora non era nata. Nasceva più tardi. Ma noi staveravamo dicendo il fatto di BrunoAlfiero.

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L’Ingegnere che non ingegnera affatto trascorreva il suo tempo fra Alan-bicchi e Alan-Sorrenti e faceva gli esperimenti come nei cartoni animati che poi le soluzioni scoppiano e uno tiene la faccia nera e tutti a ridere registrati. Era un latin lover alto e belliffimo con il ciuffo tutto di gel e la camicia fuschia con il gilet rosso, che tutte le ragazze svenevano al suo passaggio.

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Per l’intanto, quella bambina aveva nata. Era una bambina con tantissimi di nomi, ma per noi sarà la Donzella dal violaceo crine. Ogni giorno preparava torte di terra per Saddam Hussein: “che poi quello se la mangiava, moreva e la guerra fineva.” Per questo fatto della stubidità, aveva cresciuta solo a dimensioni gnomiche.

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Poi un giorno inventarono l’internet. E per menomale che lo inventarono, così l’Ingegnere e la Donzella si conoscettero e si innamorattero. Stavano tutti i giorni a dicersi le domande esistenzialisme dell’ammuore: “Tu mi ami a me?” “Si, io ti amo a te!” “Per certamente! Ma io ti amo di più!” “No, io di più a te!”. E così, per ore ed ore di zuccherevolità.

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Un giorno andiedero nella Foresta Nera a fare un picnic. Per mentre si stavano mangiando la focaccia con la cipolla e le melanzane ripiene, spuntò da un cespuglio un allampanato signore, che era proprio l’uguale a Salvador Dalì, ma senza pennelli.

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Egli prendette un guanto di lana caprina e lo sbattette in faccia all’Ingegnere, che lo voleva sfidando per conquistarsi il cuore della Donzella. L’Ingegnere si inalberò:” Ma insomma, sono modi questi? Non si sbattono guanti di lana caprina in faccia ad un portatore sano di occhiali rossi! E poi io a quella uagnedda la voglio bene come si deve! Adesso assaggerai la lama lucente della mia vendetta!”. Detto ciò, sguainò la sua scimitarra. Dalì non se lo fece ripetere due volte e rispose agli attacchi con la sua sciabola d’abbordaggio.

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Frattempamente la donzella cercava di dissuadere i due contendenti con aspre parole di rimprovero: “Madò, quando ve la siete finirvela? Per preparare queste marangiane mi ho svegliata all’alba meno dieci e mò si stanno raffreddando!”

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Le sue parole però non sortivano alcun effetto, perciò cerco di usare i suoi poteri della paranormalità e mentre sudava di assai dalla fronte, riuscette a trasformare la sciabola di Dalì in una gommosa alla fragola e quello per finalmente, fu spacciato. L’Ingegnere, trionfante, dicette: “Amò, sei vista come ti ho difeso l’onore? e mò, oltre alle melanzane, teniamo pure una bella porchetta per ci nutrirci!”

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E fu così che vivettero, antropofaghi e felici sulle loro poltrone Poang a un paese dove le persone cantano:” Er barcarolo vaaaaaaa controcorenteeeeee e quanno canta l’eco s’arisenteeeeee!”

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FINE

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Dai, dicci un fatto pure tu! :)

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