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Primi amori e scelte tricologiche: Barbablù di Cinquetti-Cimatoribus, Arka Edizioni

Quando avevo quattro anni, mi regalarono un libro di fiabe dei Fratelli Grimm. Pesantissimo, con le pagine di quella carta gialla profumata e croccante, me lo portavo dietro come il più prezioso dei tesori. Conteneva tutto ciò che sognavo, gli amici immaginari che mi tenevano compagnia nei lunghi pomeriggi invernali, le crinoline delle principesse che correndo nei boschi cercavano di sfuggire al loro triste destino, bambine incappucciate con cestini pieni di leccornie e bestie pronte a divorarle.

Un libro di personaggi brutti, sporchi e cattivi, perché ai bambini non si dicono le bugie. Mia madre non mi raccontava mai del lupo che si addormentava con le pietre nella pancia, non mi risparmiava di sapere che il mondo non è rose e fiori. Forse è per questo che dopo mio padre, il mio primo amore è stato Barbablù. Potevo non restare conquistata dalla versione di Nicola Cinquetti e Alessandra Cimatoribus?

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Una favola attualissima: terrificante se vista con gli occhi di bambina, iconica se vista con gli occhi di donna.

Chi era Barbablù? Lontanissimo dai perfetti principi azzurri, era un uomo vecchio, poco attraente, con una lunga barba fluorescente (che a me piace eh, ma io ho i capelli viola, questo non conta). Un uomo che cercava disperatamente moglie, giovane e bella, ma che offriva di sé non il sentimento ma solo la ricchezza materiale.

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Castelli, giardini, gioielli, un lusso sfrenato. Così l’aspetto grottesco finisce in secondo piano, la forza dell’istinto si placa. Una giovinetta lo sposa. L’ennesima. Poi, la terribile scoperta: i corpi senza vita delle mogli che l’avevano preceduta, nascosti in una stanza, il pavimento inondato di sangue. E la furia di Barbablù, pronto a punire con la morte  la giovane sposa perché troppo curiosa e disobbediente.

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Finisce bene, però. I fratelli salvano la ragazza, uccidono l’orco.

La vita continua, è vero, ma non c’è un happy ending. Così come la storia viene raccontata senza edulcorazioni, con un espediente linguistico che rende la narrazione quasi una nenia, una filastrocca, anche il finale non risparmia al bambino la verità. Chi subisce un trauma non può vivere per sempre felice e contento.

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Chi subisce un trauma non dimentica mai. Va avanti, continua a fare scelte, a maturare, a cambiare prospettiva, a diventare grande. Un libro bellissimo, per i piccini e per i loro genitori. Per le donne. Quelle di cui sentiamo al tg e che non conosciamo, quelle che vivono nel nostro condominio, quelle che vengono aggredite per le strade, picchiate dai loro compagni, umiliate dai loro cari. Questo libro, delicato nella lingua e nelle immagini, porta con se un messaggio forte: ci invita a non abbassare la guardia, ad essere cauti, meno ingenui, a fidarci un po’ di più del nostro istinto. A rispettare le donne, tutte, nella loro diversità.

 

Qualche sera, quando il sole si spegneva sull’erba silenziosa. si sentiva quasi felice.

 

Barbablù, Nicola Cinquetti, Alessandra Cimatoribus, Edizioni Arka

 

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2 thoughts on “Primi amori e scelte tricologiche: Barbablù di Cinquetti-Cimatoribus, Arka Edizioni

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