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inutile, Venezia, ricchi premi e cotillon e altri fatti

Lo scorso weekend c’era l’assemblea annuale dei soci di inutile e siccome siamo soci, amici, amanti e se volemo bene, io e Compare Alfio ci siamo andati.

A Mestre, siamo andati a Mestre con Italo. Una piccola parentesi: voi avete mai viaggiato con Italo? Se siete bassi, non fatelo, almeno non scegliete la prima classe economica. Poltrone Frau in pelle che scaldano il culo e ti fanno scivolare e poggiapiedi collocati nel punto più lontano dell’universo. Ci ho le gambe corte Italo, chiedo scusa.

diapositiva del valigiame nella sala d'attesa di Italo
diapositiva del valigiame nella sala d’attesa di Italo

Comunque. L’assemblea è stata bellissima, il Teatrino Zero di Spinea che ci ha ospitati davvero delizioso, Matteo Scandolin sempre più alto. Tantissime novità nel futuro di inutile e voi abbonatevi che fa tanto bene alla pelle e all’anima.

Però, seppur finti intellettuali, io e Compare Alfio volevamo fare i romanticoni e da Mestre sabato mattina siamo andati a Venezia. L’ultima volta che ci sono stata ero più bassa di così ed ho passato l’intera giornata a rincorrere i piccioni. Usando l’autobus, clamorosamente puntuale, ci siamo ritrovati davanti agli occhi questo:

venezia1

Poi Compare Alfio è andato da Spizzico a fare la pipì. Abbiamo camminato e camminato e camminato, con lunghe rotazioni del collo stile Barbagianni, saltelli aggraziati, scalini in ogni dove e manco una caduta (neppure di stile).

Ponte De la Berg
Ponte De la Berg
Calle
Calle
bottega di maschere artigianali
bottega di maschere artigianali
Ponte del Forner
Ponte del Forner
Pescheria del mercato di Rialto
Pescheria del mercato di Rialto
Ponte di Rialto
Ponte di Rialto
Piazza San Marco con donna con velo seduta su valigia
Piazza San Marco con donna con velo seduta su valigia
Ponte dei sospiri (dove non puoi sospirare perché c'è troppa gente)
Ponte dei sospiri (dove non puoi sospirare perché c’è troppa gente)

E non mi dite che non vi sentite un po’ più innamorati dell’Italia anche voi. Anche se vi fermate per poche ore come noi, tre sono i posti irrinunciabilii:

1) Ponte di Rialto. Una vista mozzafiato ed una babele di lingue nella quale perdersi.

2) Per bere e spizzicare qualcosa al volo restando all’aperto per godervi le calli accoglienti senza spendere un patrimonio: Majer, S. Agostino, 2307

3) Librerie belle: Marco Polo e Toletta.

Ma non finisce qui! Siccome io sono magnanima vi regalo (si, ho detto REGALO, occhio!) il numero #54 di inutile! Come fare per essere i fortunati? Lasciate un commento nel quale raccontate brevemente di un vostro viaggio e in cui mi indicate TRE posti fondamentali da non perdere: qualcosa di interesse storico/culturale, un ristorante/posto in cui mangiare bene, una libreria.

Vincerà il commento che mi piacerà di più, scelgo io pappappero! Avete tempo fino a domenica prossima, 27 ottobre.

Ciao a tutti, belli e brutti.

[Ha vinto Claudia, yeeeeeeeeeeeah!]

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7 thoughts on “inutile, Venezia, ricchi premi e cotillon e altri fatti

  1. Non ho mai viaggiato con Italo e mai stata a Venezia. Spero che almeno a Venezia vadano bene le gambe corte perché io ne ho un paio che non vorrei buttare, perché ormai ci sono affezionata.
    Detto ciò, allora, vediamo.

    Valencia, magari ci sei già stata.
    Io ci sono stata ad agosto ed era semi deserta, il massimo per le sociopatiche come me.
    Ho mangiato una delle migliori paelle al Racò del Turia. E in due settimane in giro per la Spagna, di paelle ne ho mangiate, quindi fidati.
    Poi sono rimasta delusissima dal Sacro Graal. Cioè, sapevo fosse una coppa d’oro, ma insomma, sono quelle cose che tu te le aspetti sempre diverse. Diverse da cosa non si sa, ma diverse. Vacci, così possiamo condividere la delusione.
    Invece la libreria. Hai presente quelle librerie antiche, dove dentro tutto sa di legno, polvere e carta? Così. Bella, con libri antichissimi, i mappamondi, i teschi. È la libreria di Rafael Solaz. Dentro ci trovi anche una gatta che gironzola tra gli scaffali.

  2. Parigi, splendida e luccicante Parigi. Una donna capricciosa che balla sotto un temporale estivo, questa è l’immagine che ho di Parigi. L’affanno sugli scalini del Sacre Coeur, il fiato sospeso faccia a faccia con un gargouille di Notre Dame, l’irruzione nella pace del sonno eterno a Pere Lachaise, la fila per il Louvre e la cima della torre Eiffel. I passetti affrettati sui ciottoli della Rive Gauche alla ricerca delle case in cui hanno abitato Hemingway, i Fitzgerald e Gertrude Stain e Pound e Miller e e e. Quasi a poter respirare la loro stessa aria, persa a fantasticare come potevano essere i ruggenti anni in loro compagnia. E lo champagne comprato in offerta al Carrefour e bevuto nel monolocale in affitto con l’uomo che ti ci ha portato, rendendoti felice. I formaggi e i rapper francesi tamarri come in tutti i luoghi del mondo e la metro sempre puntuale, sempre. L’ho adorata, tutta.
    Da non perdere:
    – il Musèe D’Orsay bello dentro, fuori e in mezzo. E poi c’è la Notte Stellata di Van Gogh e l’Origine del mondo di Courbet, non penso ci sia bisogno di aggiungere altro.
    – Un romanticissimo pic-nic nei Jardin du Luxembourg a base di baguette chilometriche e lattine di Perrier.
    – La libreria Shakespeare and company, e se trovate questo suggerimento banale vuol dire che non ci siete mai entrati. Semplicemente da togliere il respiro.

  3. Amici, io sono donna mitteleuropea, nonostante si dica in giro che sono nata all’ombra di un grappolo di pomodorini d’o piennolo.
    Quindi prendete un volo economico per Praga, orsù.
    Alloggiavo a Vinohrady, quartiere residenzial-fighetto pieno di bellissimi parchi e edifici Art noveau. Lì stanno in fissa con l’Art noveu, c’hanno il complesso di inferiorità rispetto a Parigi. Ma se la cavano davvero egregiamente.
    L’hotel era “La fenice” (mini appartamento al costo di una normale stanza d’albergo. Ci piace).

    Cose che consiglio:
    -Il Mucha museum. Mucha è il tipo delle illustrazioni Art noveu. Era il dio dell’art noveau. Il museo è pieno delle sue illustrazioni, filmati (in inglese) e cartoline e segnalibri e segnalibri che io ho comprato in triplice copia da regalare a me stessa e basta.
    -Andate a magnà al ristorante/birreria/trattoria di fronte al Kafka Museum. Non mi ricordo come si chiama (a Praga si parla un dialetto elfico impossibile da memorizzare). Mi ricordo cperò he le costolette d’agnello avevano vita propria e parlavano fluentemente italiano. MA non abbuffatevi di pretzel: sono messi lì sul tavolo come da noi mettono il pane, ma a fine pasto li contano e ve li fanno pagare.
    -Sto per dirvi una cosa brutta. Dovete andare in un centro commerciale. Il “Palladium”, nel pieno centro di Praga. A parte che può esservi estremamente utile nelle giornate di pioggia/eccessivo freddo/ fame chimica notturna, ma oltre a un miliardo di negozi e ristoranti e luoghi di perdizione c’è una libreria di mille mila piani dentro cui naufragar è dolce.

    (A Tama’, m’hai fatto veni’ voglia di ritornarci domani mannaggia a te).

  4. Ciao Tamy82 🙂
    io sono il tuo amico tutto mezzo matto e voglio partecipare e vincere giocandomela sulla brevitas.

    Vieni a Firenze (come ti sei permessa di non venirci fino ad oggi?) e poi da Firenze possiamo dirigerci in fin su le coste di Versilia, per dirla alla Dante che poi non avrebbe detto proprio così ma vabè.

    A Firenze i posti sono questi:

    – San Miniato al Monte. Se non ti va di arrivarci perché è in salita ti ci porto a calci. È il posto più bello della città nonché l’unica prova che delle chiese sapevano costruire anche il “dentro”. Cfr. gli interni delle altre per credere. Meravigliosa la struttura con il coro e il presbiterio in alto, sopra alle colonne della cripta visibili dalla navata centrale. Un posto medievalmente stupendo e colorato e alto e solo, tiè.
    – Per mangiare: I brindellone, in via dell’orto. Ci facciamo la bistecca, non ti pentirai. Fidati.
    – Librerie belle: una che rischia di chiudere e per cui ci batteremo affinché no: La cité.

    In Versilia invece:

    – Lago di Massaciuccoli. Andiamo a passeggiare sulle passerelle sospese tra le canne sul pelo dell’acqua paludosa di questo bellissimo lago lacustre, vero paradiso faunistico degli uccelli.
    – Per mangiare, be’, si va da Rizzieri (Viareggio), dove fanno la cecina più buona del mondo.
    – E la libreria è Nina di Pietrasanta.

    Ho vinto!

  5. ecco, io volevo partecipare – ho anche chiesto un giorno di proroga, che mi è stato gentilmente concesso, ma, nonostante ciò non ce l’ho fatta! 😦 Beh ci sarà una puntata2 no? eh? eh?

Dai, dicci un fatto pure tu! :)

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