Fatti che non volevate sapere ma ve li dico lo stesso

Mimmo

Cari 3,8 lettori di questo blog,

sapete che vivo a Casal Bruciato e sapete anche quanto questo quartiere sia popolato di personaggi che definire “eccentrici” è un eufemismo. Però ci sono anche persone “normali”, gentili. Persone che forse ti guardano e capiscono quanto tu ti senta sola, sbalzata in una realtà che ancora non è tua.

C’è Mimmo.

Mimmo ha un negozio di frutta e verdura.

Mimmo è egiziano e quando gli ho chiesto come si chiamasse ho riso moltissimo alla sua risposta; poi ho pensato che farsi chiamare Mimmo fosse un modo per sentirsi più accettato dagli italiani.

Mimmo ha la pelle scura, gli occhi nerissimi e penetranti ed un sorriso gentile.

Forse anche Mimmo si sente lontano da casa. Sulle mattonelle alle spalle della cassa sono appiccicati tre disegni, forse realizzati dalla figlia. Uno è un paesaggio, con fiori e alberi, con il sole di lato ed i raggi sbilenchi, nell’altro c’è una bambina con un vestito rosa che tiene per mano un uomo (lui, suppongo). Il terzo ritrae una madonna tutta vestita di azzurro ed una specie di luce fotonica sparata sulla testa.

Mimmo è il mio primo amico di Casal Bruciato. Si ricorda sempre l’ultima volta che sono entrata in negozio, cosa ho comprato e cosa mi piace. Mi ha tenuto da parte una piantina di mentuccia e si è preoccupato quando non mi ha vista arrivare. Mimmo mi fa sempre i complimenti, nota se ho tagliato i capelli o se indosso un abito nuovo, se sono stanca o triste. Mimmo, quando d’estate erano tutti abbronzati e mi guardavano strano, ha detto che io ho la pelle di una bambola e che non sarò mai vecchia.

Mimmo mi fa lasciare le buste pesanti nel suo negozio quando ho altri giri da fare, mi chiede sempre come sto e me lo chiede con sincerità.

Oggi volevo comprare dei broccoli. Ho puntato un broccolo di gigante ma poi mi sono ricordata che no, io non avevo mai preparato dei broccoli e non avevo idea di come si pulissero. Lui mi ha sorriso e mi ha spiegato come si fa con i bambini che “è come minestrone. Tu lava, taglia a pezzettini e cucina”. Poi si è offerto di farlo lui e non ha voluto un centesimo in più.

Mimmo una volta mi ha chiesto delle mie origini. Mi ha chiesto se mi mancasse la mia famiglia, se mi trovassi bene lì.

Io e Mimmo siamo uguali, solo che lui sa come parlare ai broccoli.

Casal Bruciato all'imbrunire dalla mia finestra
Casal Bruciato all’imbrunire dalla mia finestra
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4 thoughts on “Mimmo

  1. Caspita ma quello è il palazzo dove ho abitato io. Che tuffo al cuore, in fondo sono stato Mimmo anch’io…quanti tramonti mi so’ fatto pure io là.
    Casalbruciato culla di emigranti belli.

Dai, dicci un fatto pure tu! :)

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