Fatti che non volevate sapere ma ve li dico lo stesso

Sono stata spiegata?

Vorrei dire un sacco di cose ma non dirò niente.

Ho le parole incartate. Sono tipo la mosca scema davanti alla finestra aperta che non riesce ad uscire.

Potrei scrivere dei pensierini, di come mi è sembrata perfetta Catania, di quella sensazione di benessere quando quelli che si sposano (e tu non ci volevi andare, e il caldo e le morte stagioni) ti abbracciano con affetto sincero e ti dicono: sono felice che tu sia qui.

Potrei scrivere dei libri che mi sono portata dietro e che no, non sono riuscita a leggere; di una prima edizione di Fiesta trovata sulla bancarella di una libreria itinerante a Termoli, dei pastelli con i quali non ho sottolineato nulla, dei rossetti che forse ho messo una volta.

Potrei scrivere di quanto mi di(s)turbi tornare a casa dai miei, che io li vedo sempre com’erano, mica possono fingere con me; della mia stanza che non è più mia anche se ci sono le fatine con i capelli viola appese al letto e le foto di me e Compare Alfio che sorridiamo felici in qualche luogo: lui senza capelli, io con gli occhiali a cuore.

Potrei scrivere delle amiche di sempre che mi sono mancate ma che sono diverse e quanto stanno camminando, quanto stiamo camminando.

Potrei scrivere della struggente mancanza di Roma, dei miei spazi, del mio letto, della mia lavatrice, dell’ammorbidente sbagliato, della polvere sui mobili, dei mobili spostati della signora del VII, dello scatarrare incessante di un vicino che non ho ancora capito dove sta.

Potrei scrivere che le mie piante mi odiano, che muoiono quando ci sono e che mi sbattono la clorofilla in faccia quando torno dopo due settimane, di quando ho pensato: faccio la dieta, non posso a trent’anni così e dopo ho addentato un cannolo ripieno di ricotta che solo la madonna lo sa quanto ho goduto.

Potrei scrivere di Maria e Giovanni, della chiesa di Sant’Agata, dell’elefantino, di quelli che ci riconoscevano, della cena che abbiamo digerito il giorno dopo, dei proverbi e dei modi di dire mandati via whatsapp, di amici che sembrano virtuali ma che non lo sono mai.

Potrei scrivere di tutte le scarpe che mi sono portata dietro, delle altre che ho comprato, dei continui aperitivi, di un agosto che sembrava non avere mai fine.

Potrei scrivere che poi il ritorno a Roma è stato tutto un maperchénonfunziona, che ci avevo fatto la bocca e dei progetti, che forse voglio andare più lontano di dove sono.

Potrei scrivere un sacco di cose: voi fate finta di niente.

On/Off virtual body dependence Proxemics and Serendipity. The Communication Case. Francesco Paolo Catalano, 2014.
On/Off virtual body dependence
Proxemics and Serendipity. The Communication Case.
Francesco Paolo Catalano, 2014.
Annunci

9 thoughts on “Sono stata spiegata?

  1. Ma come, come Termoli! Io stavo a 20 km!
    Comunque, vorrei scrivere che il prossimo weekend vengo a Roma e infatti lo faccio. Sentiamoci in privato, signorina, ma soprattutto vediamoci per un cannolo! 😀

  2. “dello scatarrare incessante di un vicino che non ho ancora capito dove sta”.
    sto a Roma e ho lo stesso problema. Ma niente niente abitiamo nello stesso palazzo??
    em

Dai, dicci un fatto pure tu! :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...