Fatti che non volevate sapere ma ve li dico lo stesso

Nicola Di Bari è una persona importante della mia vita.

Qualche tempo fa stavo in fissa con le newsletter, talmente in fissa che mi sono detta: oh, mo la faccio pure io.

Ne ho scritta solo una, che poi è mancato il tempo, la voglia, non lo so. Oggi ve la riporto qui. Parla di tre persone ma soprattutto una, Nicola Di Bari.

Oggi voglio raccontarvi la storia di due persone.
Si chiamano Giuseppe e Maria, come la famosa coppia di Betlemme, quelli che non potevano usare Tripadvisor.
Giuseppe lavora al siderurgico, però poi la sera si mette la giacca aderente di velluto e canta con il suo gruppo, Gli Sbandati. Sono i più richiesti per gli sposalizi, le feste danzanti, le celebrazioni in piazza, le feste di paese: tutti vogliono loro. Hanno i capelli con le onde e le scarpe lucidissime.
Maria lavora nei campi, però poi la sera si mette il vestito quello bello, che lascia le gambe scoperte e va a sentire la musica dal vivo. Le piacciono quelli che suonano le canzoni d’amore: Adamo, Little Tony, Jimmy Fontana. Maria conserva gelosamente i suoi dischi e i fratelli più grandi la prendono in giro perché dice che la musica, quella musica, la fa sognare.

Una sera di marzo, Maria emozionata sa che assisterà al concerto del suo cantante preferito: Nicola Di Bari. Il comitato della festa patronale lo ha invitato in occasione dei festeggiamenti per la Madonna.
Si prepara, chiede a sua sorella di lisciarle meglio i capelli con il ferro da stiro, si lacca le unghie di rosso. Vuole essere bellissima.
L’incontro in piazza con gli amici è per le otto: lei smania, non si tiene, arriva in anticipo, vuole stare sotto il palco per non perdersi nulla. Nicola però non c’è. A quanto pare si è ammalato e non potrà suonare. Al suo posto si esibirà un gruppo locale.
Maria non riesce a nascondere la delusione. Si siede su uno dei gradini della piazza, piange.
Un ragazzo le si avvicina.

“Perché piangi?”
“Perché Nicola non verrà. Lo aspettavo da tanto! E adesso non ci sarà nessun concerto! Basta, torno a casa.”

Il ragazzo le cede il suo fazzoletto, quello di stoffa che la madre gli piazza sempre in tasca prima di uscire di casa. Lei si asciuga gli occhi.
“Qual è la tua canzone preferita di Nicola Di Bari?”, le chiede.
“La prima cosa bella”, risponde lei, e ancora le salgono le lacrime.
“Se rimani prometto che la sentirai.”
Il ragazzo va via, le lascia il fazzoletto, Maria non l’ha nemmeno guardato, pensa che si tratti del solito fesso, uno dei tanti che le fa la corte, si presenta ai fratelli parlando di terre e possedimenti e soldi, ma a lei non interessa, lei vuole l’amore vero, che i soldi li guadagna già da sé, non ha bisogno di altro.
I suoi amici arrivano, la consolano, le chiedono di restare: dopo andranno a una festa in casa di Barbara, la figlia dell’Americano.
Il concerto sta per cominciare: quattro ragazzi armeggiano con i loro strumenti.

C’è una chitarra, un basso, una batteria e uno che sistema l’asta del microfono, troppo alta.
Sono Gli Sbandati.
Giuseppe, il cantante, fa battute, cerca di sdrammatizzare, sa che la situazione non è a loro favore.
Il pubblico non ne vuole sapere e a poco a poco la piazza si svuota.

Poco importa: questa è un’occasione.
Giuseppe si avvicina al chitarrista e gli bisbiglia qualcosa all’orecchio, quello sorride e riferisce agli altri, accordano gli strumenti e poi dice: “Stasera c’è una ragazza molto triste perché Nicola non sarà qui con noi. Le ho fatto una promessa e sono qui per mantenerla. Ciao ragazza triste, questa è per te.”
Canta La prima cosa bella. E lo fa con passione, come se quelle parole le avesse scritte lui.
Maria è felice, ha capito, agita il fazzoletto che le ha dato, la delusione è sparita, lui non è Nicola Di Bari, non porta nemmeno gli occhiali, ma sta facendo questa cosa per lei, parla d’amore, non esiste nient’altro.
Alla fine del concerto è ancora lì, aspetta che scenda dal palco, vuole invitarlo alla festa, vuole scusarsi per aver pensato male.
Giuseppe arriva, sornione, sa di aver guadagnato punti, le bacia la mano e dice: “Quando ridi sei ancora più bella”.
Giuseppe e Maria sono i miei genitori.

mastro

 

 

 

Annunci

7 thoughts on “Nicola Di Bari è una persona importante della mia vita.

  1. mi ero iscritta a quella newsletter piena di speranza (perché adoro come scrivi), questo racconto mi aveva rapita, commossa, fatta sognare. e oggi lo ho riletto col sorriso e con lo sguardo sognante di una ragazzina, anche se è difficile credere all’amore, anche se storie come quelle di tua mamma e tuo papà sono sempre più rare.

  2. No vabbè ‘sto blog è una miniera di cose mirabolanti… e ci sono arrivato dalla pagina di Antonio Rezza, stalkerando i profili di gente che commentava, il che rende il tutto possibilmente ancora più mirabolante!

Dai, dicci un fatto pure tu! :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...